Notizia riportata dal quotidiano del Sud, edizione del 12.7.16, a pag. 10 – oggi, si legge che la Procura della Repubblica competente, ha accertato che la morte è avvenuta per cause naturali
In Calabria troppo spesso, si registrano irregolarità e violazioni di diritti minorili, già nella fase successiva alla prima accoglienza I minori stranieri non accompagnati si trovanoad affrontare,senza alcuna protezione, una nuova situazione, in un altro Stato, di cui non conoscono la lingua, facilmente esposti a violazioni di diritti fondamentali, i quali vanno assolutamente garantiti come ha tempestivamente segnalato il Garante nazionale. Gli operatori che gestiscono la struttura di accoglienza –all’interno del palasport di Corigliano- quali mezzi utilizzano per gestire il controllo e assicurarne le cure cui hanno diritto i fanciulli? Il fanciullo morto, andato al mare era accompagnato dall’operatore? Era stato sottoposto allo screening in sanità, accertate le sue condizioni vaccinali? Si era allontanato, con i suoi amici, volontariamente? la struttura ne era informata? Child’s Friends association, stigmatizza le dichiarazioni del garante dell’infanzia Regionale, che, anziché, compiere formali di vigilanza su una possibile violazione del diritto alla vita, alla salute e alla cura del fanciullo, si premura di “assolvere” dalle responsabilità, in modo superficiale e affrettato, le pubbliche amministrazioni. Child’sFriends, ricorda che i minori stranieri, anche irregolarmente soggiornanti sul territorio della Repubblica, sono titolari dei diritti consacrati nella Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989, ratificata con L. n 176/ 1991 e i pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio, gli enti che svolgono attività di assistenza (dunque i Comuni), sono responsabili per il collocamento del minore in luogo sicuro e che tra i msna rientrano anche “i minori affidati, di fatto” ad adulti, che non ne sono tutori o affidatari, in base ad un provvedimento formale, privi di rappresentanza legale, in base alla legge italiana. Gli Enti, ex art. 5 del DPCM 535/99, oltre a segnalare, alla Direzione Generale dell’Immigrazione e Politiche di Integrazione, sono tenuti alle comunicazioni di legge alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, al Giudice tutelare, per l’apertura della tutela, al Tribunale per i minorenni per l’adozione dei provvedimenti civili necessari in materia (affidamento etero familiare, ma anche, ove ricorrano le circostanze, provvedimenti ex art. 330 c.c.
