Dichiarazioni dell’assessora regionale alla scuola a Report RAI 3 del 31.10.2016
L’associazione child’s friends , esprime la più vibrata esecrazione per l’intervista che l’assessora della Regione Calabria alla Scuola, ha rilasciato durante la trasmissione di Report di lunedì 31 ottobre 2016 e, anche, per la successiva replica. L’assessora ha dimostrato di ignorare gli adempimenti di sua competenza, a tutela dei diritti degli studenti minori disabili, determinando una grave violazione di diritti minorili fondamentali.
L’assessore regionale ha reso dichiarazioni improvvide e non veritiere perché era bene a conoscenza delle sue competenze, quanto meno per avere ricevuto numerose segnalazioni sulle reiterate violazioni dei diritti allo studio, alla salute ed alla dignità dei fanciulli disabili.
Abbiamo sollecitato Regione e province, a compiere gli atti dovuti per l’attribuzione di compiti al personale preposto, stante il provvedimento regionale assunto di riassorbimento delle funzioni e rendere esercitabile il diritto fondamentale allo studio (servizio di trasporto scolastico, insegnante di sostegno, assistenza specialistica per problemi di autonomia e/o comunicazione, assistenti ad personam, assistente di base per la cura dell’igiene personale del fanciullo disabile ).
Sin dal 2011 l’ufficio del Garante dell’infanzia ha ricevuto annualmente decine di segnalazioni da familiari di minori disabili procedendo agli atti di propria competenza, ex L.R. n. 28/2004. Tutta la documentazione è sempre stata pubblicata sul sito istituzionale dell’Autority
L’intervista della assessora è disdicevole e scandalosa – anche sotto il profilo di una assoluta caduta di stile – quando scivola incautamente nel turpiloquio, dimostrando non solo l’assoluta inadeguatezza del ruolo pubblico ricoperto ma pone in chiara luce le inadempienze gravi della Regione Calabria in danno di soggetti deboli e defraudati di presìdi e cure specifiche che l’ordinamento giuridico predispone.
Per tali omissioni e le inadempienze, l’assessore dovrebbe cessare dal suo incarico.
Sorprende che sulla stampa regionale si legga una inopinata difesa “dell’attività assessorile ” da parte del Garante dell’infanzia della Calabria Antonio Marziale che, quale tutore dei minori, avrebbe dovuto censurare e denunciare nelle competenti sedi le omissioni e le inadempienze dell’amministratrice calabrese.
